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| Auguri S.Natale di Gesù 2008 da Don Carlo |
| Vi inoltro gli auguri personali di Don Carlo per il prossimo Santo Natale.
Vi invito ad entrare nell'area download dedicata ai Presepi e a scaricare il file:
Auguri S.Natale di Gesù 2008 da Don Carlo.
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| presepe 2007 |
| Nell'area download alla voce Presepi sono disponibili le immagini del Presepe 2007.
(Presepio 2007 immagini (power point)
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| Presepio 2006: MA io sono Emanuele |
| NATALE DI GESU’ 2006
• Se il presepio 2005 fu compreso secondo la metafora del libro, che, pagina dopo pagina, esprimeva il luccichio del “MISTERO” “taciuto da secoli”, quello del 2006 va vivisezionato secondo il “caleidoscopio” (= guardo, scruto il bello).
• “Hostis – Hospes”: nemico – ospite. L’etimologia è identica, perciò l’ospite come nemico, il nemico come ospite. Gesù è l’ospite del Creato, per renderlo ospitale per tutti, è anche il nemico che detronizza i potenti. “Ha rovesciato i potenti dai troni” (Lc 1,52): il trono di Erode vacilla per un “Bambino”!?
• Straniero ieri e oggi (ero – sono). Dio sulla terra come compagno di viaggio sulle strade del mondo (Libano-Palestina, simboli, metafore del percorso umano. Il viandante viene afferrato dai briganti, l’Abele di tutti i tempi, lasciato sul ciglio della strada tra viaggiatori indifferenti, ma anche curato, accudito, accolto da un altro straniero
• Nel groviglio della storia cosmica vi sta il Dio di tutti: MA io sono Emmanuele. “La vergine concepirà e partorirà un Figlio, il cui nome è EMMANUELE” (Is 7,14). “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete, quando si spartisce la preda” (Is 9,1-2).
Il Bambino-Emmanuele è “Consigliere ammirabile, Dio potente, principe della pace, …egli viene per consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia ora e sempre” (cfr Isaia).
La congiunzione avversativa “MA” è il piccolo monosillabo che dentro il caleidoscopio appare ingigantito e centrale: nonostante tutto, io sono con voi tutti i giorno. Lo sono non con potenza sterminatrice ma inerme, forte della mia debolezza, mite tra i prepotenti (“vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro”, don Abbondio): “Ma io sono”, “sono l’esistente”, “colui che crea e ricrea, il cui regno non avrà fine”. “Tu nient’altro chiedi, Dio semplice e discreto: entrare, cenare con me, lasciarmi un segno di una carezza … Perciò mi alzo e ti vengo incontro”.
• Piroettando ulteriormente il caleidoscopio, si notano, accanto alla linea diretta sopra descritta, tante piccole luci variopinte, simboli-metafore dell’oggi dell’umanità: lo sfondo con lo scenario di abitazioni semicrollate da “fuoco amico/nemico. Le macerie ben evidenziate rappresentative di efferata crudeltà e di estrema indigenza; un cannone sproporzionato rispetto al tutto per denunciare la propria supremazia; una carta topografica del Libano e dell’Alta Galilea con segnali indicatori di dislocamento di truppe e basi militari; le gigantografie di desolazione e di morte, ma anche di militi ilari che sembrano quasi giocare ai soldatini; un cielo stellato stupendo e mirabolante a contrasto con ciò che sulla terra avviene; la stella “cometa” che con i suoi raggi vuole convogliare attenzione, sguardo, passi per contemplare l’Evento e prendere posizione; il cammino di persone e animali, attirati da una “calamita” invisibile ma irresistibile (ero/sono straniero e mi accogliete); la grotta, che tanta meraviglia ha destato, come fosse solo coreografia, o invenzione di “Deus ex machina”.
E’ una costruzione di Pane, perché dentro vi sta il “Pane di vita”, “la carne pro mundi vita” è l’ “Io sono con voi – Emmanuele in ogni circostanza”.
Betlemme nell’ebraico classico significa “Casa del Pane”, in arabo “Casa della Carne”. E’ chiamata anche “Efrata” = la fruttifera: “chi rimane in me porta molto frutto”.
• Dentro la grotta di Pane vi è la famiglia in continua precarietà sia coniugale sia domiciliare: sullo sfondo la terribile carneficina dei Santi Innocenti. Sangue e lacrime, stridore e orrore, crimini e mano misteriosa che salva.
“Giuseppe seppe che per custodire il grande mistero centrato nella sua casa era necessario essere giusto e forte, puro e sobrio, sereno e santo” (Bossuet).
“Maria avverte nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo bambino ed è Dio. Lo guarda e pensa: questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. E’ fatto di me. Ha i miei occhi. La forma della sua bocca è la forma della mia. Mi assomiglia. Nessuna donna ha mai potuto avere in questo modo il suo Dio per sé sola. Un Dio bambino che si può prendere tra le braccia e coprire di baci. Un Dio caldo che sorride e respira. Un dio che si può toccare e che ride” (Jean Paul Sartre).
• Non ho parlato di Angeli: sono invisibili, vorrei fossimo noi gli Angeli del nostro tempo, che cantano: “Pace in terra agli uomini che egli ama”. E’ il compito dei cristiani.
• Da ultimo l’asino e il bue. Di essi dice lo scrittore Stefano Benni: “il bue tiene i rapporti col Parlamento e l’asino ha una rubrica in TV di altissimo gradimento”!!! Conclude il medesimo scrittore: “solo nel buio, sulla paglia che punge c’è il bambinello, che strilla e piange con una “nurse” svizzera, e un costume da Power Ranger”.
• Al di là dell’ironia sarcastica, termino con un invito-comando di S.Agostino: “Uomo immerso nel gelo della notte, vieni, cammina anche tu verso BETLEMME, verso il Bambino e sua Madre, lasciati avvolgere dalla luce del Signore”.
Sia questo “caleidoscopio” faro illuminante da questo Natale di Gesù 2006 verso nuove frontiere accoglienti.
don Carlo
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| Presepio 2005 - Speranza: sogno ad occhi aperti |
| PRESEPE S.NATALE DI GESU' 2005
L'OGGI DEL NATALE
SPERANZA: SOGNO FATTO AD OCCHI APERTI
Parrocchia SS. Giacomo e Filippo - Castelletto di Cuggiono
Presepe: ciò che è chiuso da una siepe, recinto per animali, greppia.
Greccio 1223 S.Francesco.
Qui abbiamo più che un recinto, un budello, una galleria con carrozze, calcinacci, ruspe, rotaie: un ammasso informe.
Quando è stato pensato, il riferimento era il libro: un titolo, la copertina, eventuale fotografia o disegno, autore, casa editrice, edizione economica o di lusso.
Questo presepio, recinto, tunnel, metropolitana, va letto come un libro complesso.
Il titolo: speranza: sogno ad occhi aperti
Sottotitolo: l'oggi del Natale
Autori: vari, scritto a più mani e fantasia
Per sviscerare il titolo, il libro va letto pagina per pagina:
prima pagina: il tunnel con tutto lo sfacelo, detonazione, bagliore, desolazione: si suppongono morti e feriti (Londra, 7 luglio 2005)
seconda pagina: sotto, una fotografia raccapricciante: la bambina vietnamita, simbolo di tanti bambini e bambine straziate e non solo dalla guerra, ma sevizie, violenze psichiche, violenze carnali, menomazioni, traffico d'organi, bambini di strada; come il grido di Munch.
Terza pagina: i vari fotogrammi: un libro che si rispetti ha le fotografie, occorre saperle leggere. Vi invito ad osservarle attentamente, ripensano la nostra storia di quest'anno, ricco di tutto.
Emblema: testa con caricatore
Quarta pagina: le statue lignee, quasi nere, per smentire o mentire, per affermare e per dimostrare la tesi abbastanza diffusa: le stragi sono opera di terzomondiali, terroristi, nemici dell'umanità travestiti da miti, pacifici lavoratori: invece causano distruzioni, terrore, morte, sangue, disperazione, povertà, sospetti: è, sono i vari nemici dell'umanità: basta disfarsene e l'occidente vivrà nello splendore (tesi di tanti)!
Quinta pagina: il bambino: bianco, legno di tiglio non esotico, ma nazionale, delle nostre parti. Questo bambino è nel crocevia di tutto quanto è descritto, è il baricentro, è la chiave di lettura di tutto il libro-presepio.
Lui non elimina il male, non è un talismano che nasce, è presente dentro la storia devastata, cammina al nostro fianco, assume la nostra storia (si fece carne umana), la vive fino in fondo:
è nostro compagno di viaggio
Tabernacolo sullo sfondo, Eucaristia
Sesta pagina: è immaginaria o, nel sottofondo, riguarda noi: da che parte stiamo. Ecco l'oggi del natale, ecco gli occhi aperti sulla realtà, ecco la speranza-sogno: tanti scelgono da che parte stare (Erode di tutti i tempi, i sapientoni di ogni epoca, gli umili servitori dell'umanità, i solidali come Gesù che si fa compagno di strada per l'umanità, i magi).
Coda della stella cometa, sembra voler invitare a raccolta attorno a Lui e compiere la scelta.
Postfazione: l'istante dell'oggi del Natale di Gesù nella pagina immaginaria: fotografie dei vip rampanti: Fazio, Fiorani, Ricucci e compagni di merenda.
Settima pagina: "Cristo ha detto: Io sono la Vita, la vita da vivere. Vivendo questa vita attraverso le opere di carità, noi dobbiamo gridare ancora una volta al mondo che la vita di Colui che s'è fatto Pane di Vita è la stessa vita di chi sta morendo per le strade ed ha bisogno del nostro aiuto, la stessa vita del bambino non ancora nato in questo mondo".
"Il bambino non ancora nato, se non è voluto, è la creatura più abbandonata e deve morire perché la gente, voi ed io, abbiamo paura di nutrire, educare, vestire una creatura in più". (Madre Teresa di Calcutta)
don Carlo
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